La Storia
La SOMSART è nata da una idea del prof. Edoardo Balduzzi.
Attraverso il volontariato, SOMSART è attiva nella provincia di Varese dal 1993 e attualmente si compone di un gruppo di persone che lavora, sul territorio, in un concreto progetto di prevenzione.
Il “Progetto SOMSART” di Salute Mentale mira alla risocializzazione, alla riabilitazione e al reinserimento di persone affette da patologie psichiatriche.
L’intento è recuperare lo svantaggio che le persone con patologie psichiche vivono, attraverso la riqualificazione delle caratteristiche individuali e il rafforzamento delle abilità socio-relazionali.
Collabora con l’associazione di familiari e volontari SPES fondata da Fernanda Vischi, fa parte del Co.P.A.Sa.M. Varese (Coordinamento Provinciale Associazioni Salute Mentale) e collabora attivamente con G.L.P. Gruppo di Lavoro Provinciale per la Salute Mentale.
“PERDERE LA MEMORIA
È COME PERDERE L'ANIMA”
(U.ECO)
Cosa siamo stati e cosa saremo
Abbiamo inaugurato la struttura utilizzando, nell'invito, una frase di M. Hende, pittore, scrittore surrealista e visionario, autore della celeberrima “Storia infinita”.
“Un granello di sabbia” rispose lei. “E' tutto ciò che è rimasto del mio regno, te lo regalo”. Dal puntino sul palmo della mano di lui saliva un lievissimo bagliore, appena appena percettibile, che andava crescendo e che dall'oscurità vellutata gettava un raggio di luce. Il ragazzo ritirò la mano e il punto restò sospeso nell'aria, tra loro due come una minuscola stella.
Da un granello di sabbia, piccola poca cosa, ripartirà la vita, nel racconto di Hende come nel vissuto di chi è sfiduciato.
Concettualmente e operativamente abbiamo agito con proposte mirate a persone con bisogni complessi e nascosti per completare il lavoro clinico e riabilitativo dei professionisti della psichiatria.
Da oltre vent'anni si sono alternati, nello stesso spazio, momenti di arti figurative individuali e di gruppo con attività concernenti la recitazione, la musica, la danza, la poesia e ogni tipo di espressione del sé. Attraverso la cultura si è cercato e si cerca di combattere lo stigma e il rifiuto sociale, dando vita a un contenitore capace di consentire e di esternare, con ogni mezzo, pensieri, emozioni e sentimenti troppo spesso inespressi.
Attualmente La SOMSART collabora con il Co.P.A.Sa.M. Varese (Coordinamento Provinciale Associazioni Salute Mentale) anche attraverso manifestazioni pubbliche.


Edoardo Balduzzi

A differenza di Basaglia che faceva riferimento alle esperienze inglesi dei “Trattamenti comunitari”, Balduzzi, grazie alla sua frequentazione della psichiatria francese avvenuta negli anni Cinquanta, ha portato in Italia la “Psichiatria di settore”. L'esperienza di settore che Balduzzi ha iniziato a realizzare negli anni Sessanta a Varese, ha aperto la strada allo sviluppo di quelle iniziative territoriali che, nei decenni successivi, porteranno alla psichiatria di comunità. La provincia di Varese è l'unica in Italia che ha voluto mantenere negli anni, anche quando la psichiatria era diventata disciplina sanitaria, una particolare attenzione al discorso riabilitativo attraverso la costituzione del gruppo di lavoro per la salute mentale: il GLP (Gruppo di Lavoro Provinciale per la Salute Mentale), fondato proprio su proposta del professor Balduzzi. Il gruppo di lavoro ha offerto negli anni un'importante occasione ad operatori psichiatrici e alle associazioni di familiari d'incontrarsi per una programmazione condivisa di iniziative culturali, educative e risocializzanti. In "Come conoscere le malattie mentali", una delle sue pubblicazioni, sono trattati gli elementi fondamentali di psichiatria descrittiva. Grazie alla libertà offerta dalla conoscenza, il clima culturale, soprattutto nei giovani, si sta ampliando e si apre a modalità alternative che tengono conto del potenziale curativo che i pari hanno fra loro. Attraverso la sua idea ha fatto sì che sul territorio si siano varati interventi terapeutici ed assistenziali quali il Progetto SOMSART.
Fernanda Vischi

Per questo Fernanda ha sempre sostenuto che bisogna dare speranza a tutti i parenti attraverso interventi formativi che valorizzino il sapere e il sentire esistenziale di ciascuno. Ha lottato per uscire dalla sua solitudine di familiare di un paziente psichiatrico, offrendo a quelli che come lei si sentivano stigmatizzati, una rete di relazioni solide ed efficaci. Si sono ottenute in questo modo testimonianze tangibili sulla trasformazione dalla diversità non accettata, alla capacità di vivere una normalità possibile. Partecipando al GLP, ha voluto portare il suo sapere in ambiti istituzionali quali i Piani di Zona, il Co.P.A.Sa.M. (Coordinamento Provinciale Associazioni Salute Mentale) e i Dipartimenti di Salute Mentale. E’ stata una persona capace di riconoscere le attività socio culturali come percorsi di cura nella reciproca fiducia con i medici curanti superando il tradizionale concetto manicomiale.