Edoardo Balduzzi

È stato un significativo rappresentante di quella schiera di psichiatri italiani che negli anni Sessanta hanno iniziato a lavorare per abbattere le barriere che separavano nettamente i folli dai sani, i malati mentali dalla società civile. A differenza di Basaglia che faceva riferimento alle esperienze inglesi dei “Trattamenti comunitari”, Balduzzi, grazie alla sua frequentazione della psichiatria francese avvenuta negli anni Cinquanta, ha portato in Italia la “Psichiatria di settore”.
L'esperienza di settore che Balduzzi ha iniziato a realizzare negli anni Sessanta a Varese, ha aperto la strada allo sviluppo di quelle iniziative territoriali che, nei decenni successivi, porterà alla psichiatria di comunità. La provincia di Varese è l'unica in Italia che ha voluto mantenere negli anni, anche quando la psichiatria era diventata disciplina sanitaria, una particolare attenzione al discorso riabilitativo attraverso la costituzione del gruppo di lavoro per la salute mentale: il GLP, fondato proprio su proposta del professor Balduzzi. Il gruppo di lavoro ha offerto negli anni un'importante occasione ad operatori psichiatrici e alle associazioni di familiari d'incontrarsi per una programmazione condivisa di iniziative culturali, educative e risocializzanti.
In "Come conoscere le malattie mentali", un'altra delle sue pubblicazioni, sono trattati gli elementi fondamentali di psichiatria descrittiva. Grazie alla libertà offerta dalla conoscenza, il clima culturale, soprattutto nei giovani, si sta ampliando e si apre a modalità alternative che tengono conto del potenziale curativo che i pari hanno fra loro. Attraverso la sua idea ha fatto sì che sul territorio si siano varati dei provvedimenti terapeutici ed assistenziali tanto che diverse persone, come noi della SOMSART, pur non appartenendo alla psichiatria, hanno proposto nuovi modelli di conoscenza e di impegno.